LA VERA STORIA D'AFRICA ATTRAVERSO LE IMMAGINI

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE HA COME OBIETTIVO PRINCIPALE QUELLO DI FAR CONOSCERE LA VERA STORIA AFRICANA ATTRAVERSO UNA LETTURA E LA DIFFUSIONE DI TESTI DI RICERCATORI, STORICI, FILOSOFI ETC... AFRICANI. TUTTO QUEL GRANDE LAVORO INIZIATO CON CHEIKH ANTA DIOP (O FORSE ANCHE PRIMA... ANZI DIREI PRIMA! MA DI QUESTO PARLIAMO ALTROVE!) E CHE OGGI HA RAGGIUNTO LIVELLI A NOSTRO AVVISO NOTEVOLI MA CHE SOPRATUTTO IN ITALIA SONO DEL TUTTO SCONOSCIUTI.

NOI ABBIAMO FATTO E FACCIAMO ESPOSIZIONI, LIBRI ETC...NEL TENTATIVO DI FAR EMERGERE LA "VERITA'" STORICA SULL'AFRICA - FONDAMENTALE AZIONE PER RIUSCIRE A CAPOVOLGERE IL RAPPORTO "MALATO" TRA SUD E NORD DEL MONDO. CI DILETTIAMO IN QUESTO CONTESTO ANCHE A FARE DELLE BREVI "STORIE" TEATICHE PER IMMAGINI CHE FINORA ABBIAMO UTILIZZATO SUL NOSTRO PROFILO FB.

ABBIAMO PENSATO ORA DI PUBBLICARLE ANCHE SUL SITO..... 

HISTOIRE DU GHANA

Solitamente e anche se fate ricerche sul web la storia del Mali viene narrata (con tutti i suoi limiti) dalla nascita dell'Impero del Mali con Sundjata Keita e per quanto concerne tutta la storia precedente (la storia dell'Africa ancestrale....la storia di milioni di anni.....) si accenna a questo misterioso Impero del Ghana di cui - si dice non sappiamo granché.

Qui di seguito diamo - attraverso qualche immagine - cenni sulle numerose notizie di questo Impero che è stato uno dei più grandi e ricchi Imperi della storia africana regolato in base alla cultura, spiritualità e dunque organizzazione politio-amministrativa ed economica africana.

Le didascalie delle immagini sono in francese e dunque mettiamo qui la traduzione a partire da quella relativa al testo ( o meglio ai testi) di un grande studioso africano (senegalese) che ci illustra la grande ricchezza in tutti i sensi di questo Impero ma  che ha anche messo in evidenza sopratutto quella che è stata la prima grande invasione e colonizzazione con il suo corollario di schiavismo e tratta per il popolo africano fino allora lontano e del tutto estraneo a questa cultura. Con l'invasione e colonizzazione degli Almoravidi arabo-musulmani inizia il periodo "buio" per l'Africa.

Lasciamo parlare Tidiane N'Diaje:

"Numerosi commercianti, cavalieri e diplomatici, venuti dal mondo arabo-spagnolo di Siviglia o di Toledo, furono abbagliati dalle meraviglie del palazzo di Koumbi Saleh, la capitale dell’Impero del Ghana. Infatti due grandi regni hanno a lungo coabitato in Africa dell’ovest il Ghana e l’Aoudaghost. Il primo era diretto da un Re nero il secondo da un sovrano di una tribù berbera degli Sanhajas. In seguito la città berbera di Aoudaghost ed il regno di Gao saranno annessi dal sovrano ghaneiano che estenderà in tal modo il suo Impero dall’Atlantico al Niger.

Il Ghana fu fondato dalle etnie soninké e sarakolé ed era molto ricco e ben organizzato grazie all’oro estratto dalle miniere di Galam, Bambouck e Bouré. In Ghana come in altri numerosi Imperi africani, l’unità dei popoli era spesso cementata da fattori economici, psicologici o culturali ma raramente etnici. I Ganiani erano musulmani per la gran parte benché ii loro sovrani ed i dignitari di Corte fossero animisti.
Ed è da sottolineare che nè i griots africani e né gli storici arabi hanno mai segnalato  una qualsiasi tensione sociale o politica derivante dalla presenza di questa dicotomia religiosa. Il sovrano naturalmente tollerante, autorizzerà i musulmani a costruire la loro propria città (Koumbi Saleh) con tutte le Moschee che desideravano. Se ne conteranno una dozzina in tutto
Venuti dal mondo arabo e dall’Africa del Nord dei viaggiatori su cammello commerciavano sin dal VII secolo con l’Impero, scambiando del sale, dei pagne di cotone e delle armi con della polvere d’oro."

LA TESTIMONIANZA DI EL BEKRI

Questa è la testimonianza che ci ha lasciato El Bekri, uno dei più grandi studiosi arabi  di cui  tutta la storiografia africana "utilizza" gli scritti.....

"Il Ghana si compone di due città situate in una pianura. Quella abitata dai musulmani è molto grande ed ha 12 Moschee nelle quali si celebra la preghiera del venerdì... con i loro Imams, muezzim e lettori salariati.
La città possiede dei giureconsulti e uomini ricchi di erudizione... molti pozzi di acqua dolce che forniscono da bere agli abitanti, presso i quali si coltivano ortaggi...
La città abitata dal Re è a sei miglia dalla prima.  Gli edifici costruiti con delle pietre e del legno di acacia. La dimora del re si compone di un palazzo e di molte case a capanna con tetti arrotondati...alberi e boschetti che servono da dimora ai "magi" incaricati del culto religioso: è là che hanno piazzato i loro idoli ed anche le tombe dei loro sovrani...
Il Re si abbiglia come le donne con dei collier e braccialetti, per capigliatura ornamenti d'oro e veste con stoffe di cotone molto raffinate...
Quando dà audience al popolo per ascoltare i loro problemi e porvi rimedio, lui si siede in un padiglione attorno al quale sono legati 6 cavalli on ornamenti d'oro, dietro di lui 10 pagi che portano degli scudi e spade montati in oro ed alla sua destra i figli del principi del suo impero vestiti di magnifici abiti e con trecce d'oro nei capelli. Il governatore della città è seduto in terra davanti al Re e tutt'intorno i vizirs...
Il re del Ghana può - in caso di necessità - avere a disposizione 200.000 guerrieri di cui 40.000 armati di archi e frecce" (El Bekri)

ET CA SERA LA FIN DU GHANA

Yaya Ibn Yacine capo della tribù dei Lamtunis (Berberi del Sahara) decide di sdradicare le pratiche musulmane "animiste" in Africa, quest'uomo mistico partito a pregare un Islam Integrista verso il Maghreb. Nasce il Muralisme: quelli del raccoglimento (nel senso di unione , rassemblamento). Più tardi gli europei deformeranno questo nome in Almoravidi.
Questo diventerà un ordine militare-religioso con i suoi adepti che provocheranno la guerra santa dal 1042. Per impossessarsi delle miniere d'oro del Sudan e controllare le vie d'accesso, gli Almoravidi si spinsero fino all'Impero del Ghana.

Durante le loro incursioni nei Paesi africani reclutarono combattenti ostili al Ghana ed alla testa di un esercito di 30.000 uomini misero a ferro e fuoco  e sangue le province giudicate refrattarie all'insegnamento di Maometto.
Convertirono al passaggio i popoli del Senegal, in particolare i Woolof, Serere e Toucouleurs la maggior parte dei quali erano discendndenti di Magzaras o di Ali Idrisi del Maghreb.
Gli Almoravidi si scissero in due corpi combattenti. Il primo avrà per missione di attaccare il Marocco e di far cadere Sidilmassa e Fes; il secondo  si dirigerà verso il Ghana.
Dopo molti anni di combattimenti gli Almoravidi s'impadroniranno di Koumbi Saleh malgrado una resistenza accanita degli abitanti.

Questo sarà la fine del grande Impero africano del Ghana ed anche uno dei momenti più bui per l'Africa: come già detto Tidiane N'Diaye ha messo in evidenza come la Tratta degli africani da parte degli arabo-musulmani fu forse più terribile di quella di cui si macchieranno poi gli europei-cristiani.

Ne parliamo oltre.......

I DOGON: TUTORI DELLE TRADIZIONI SPIRITUALI AFRICANE.

I DOGON: TUTORI DELLE TRADIZIONI SPIRITUALI AFRICA...
Ritroviamo in particolare modo nel popolo Dogon del Mali le stesse interpretazioni del terreno e la stessa simbologia propria della spiritualità del Regno africano di Wagadou (vero nome dell'Impero del Ghana)

I Dogon ci raccontano che i loro antenati vivevano al nord di Tombouctu in una Regione chiamata Djigou... che oggi non troviamo nelle carte geografiche....

Quando hanno dovuto abbandonare il Wagadougu alcuni attraversarono il lago Debo aiutati dai "pirogari", antenati dei Bozo che avevano occupato quei luoghi. Ed è qui - sembra - che sarebbe nata quell'alleanza fortissima e catartica che unisce ancora oggi i Dogon ai Bozo.

Altri Dogon si rifugiarono nei monti del Mandingo dove si sono impiantati e dove conservano le loro credenze tradizionali... Nei villaggi di Dagoro e Sibi situati sulla piana al di sopra di Sibi per più di 1.200 anni - tant'è che loro precisano di avere realizzato venti cerimonie sessantegenarie del Sigi - prima di emigrare di nuovo proprio per il loro desiderio di conservare le loro credenze e di non cedere alle pressioni di coloro che volevano che si convertissero all'Islam. Si diressero dunque nella direzione del loro antico habitat ma si fermarono a Segou e poi a Djenné: la sabbia aveva invaso il Paese dove loro desideravano ritornare ... e allora andarono ad occupare la Falesia di Bandiagara"