IL SITO SU MODIBO KEITA

Modibo Keita fu il primo presidente del Mali Indipendente. Come molti presidenti purtroppo dopo aver combattuto per la propria patria contro l'occupazione colonialista venne rovesciato - dopo appena 8 anni di governo - da un colpo di Stato e venne imprigionato. Morì in carcere in circostanze non chiarite ma sicuramente assassinato.
Sulla storia del Mali, sulla vita e su quanto di grande fece Modibo Keita nel contesto internazionale di quegli anni rinviamo al sito:


Site Modibo Keita

IL MALI

 

IL MALI, TERRA DEGLI UOMINI DI TUTTI GLI “ORIZZONTI”

 

Nel cuore dell’Africa occidentale, circondato da sette Paesi, l’Algeria al Nord, la Mauritania, il Senegal e la Guinea ad Ovest, la Costa d’Avorio al Sud, il Burkina Faso ed il Niger ad Est.

 

Superficie : 1.241.000 Km quadri


Popolazione: 13.000.000 abitanti

Gruppi etnici principali : Bambara, Peuhl, Dogon, Songhoi, Malinké, Sénoufo, Touareg, Bobo, Bozo.

Religioni : Islam (80%), Christianesimo (15%), Animismo (5%)

Capitale : Bamako

Regioni amministrative  o città principali : Kayes, Koulikoro, Sikasso, Ségou, Mopti, Tombouctou, Gao, Kidal et il Distretto di Bamako


Rilievi

Il territorio maliano è’ essenzialmente costituito da pianure, la Falamé, il Gourma, il Delta Centrale, eccetto al Nord (interamente occupato dal deserto) e dagli altopiani: Mandingo, Dogon, Kenedougou.


Fiumi

Il Mali è bagnato dal fiume Niger per 1700 km e dal fiume Senegal per 800 km.


Clima

In Mali si distinguono tre stagioni. La stagione secca da marzo a giugno, la stagione delle piogge da luglio ad ottobre e la stagione fresca da novembre a febbraio


Accesso

Con l’aereo, con il treno (da Dakar), con la macchina. 

Numerose compagnie aeree hanno voli per il Mali. Tra queste: Air France, Royal Maroc, Point Afrique, Air Algerie, Tunis Air. Chiedete alla Vostra Agenzia di Viaggio o cercate sul web.


Visto

Per i Paesi membri della CEDAO (Comunità economica degli Stati Africani dell’Ovest) è sufficiente la carta d’identità in regola o il passaporto in corso di validità.

Per gli altri Paesi è necessario il visto da richiedere all’Ambasciata del Mali previa presentazione di un apposito modulo (si può scaricare anche dal web), due foto, il passaporto con validità di almeno 6 mesi ed il pagamento di circa 30 euro. Viene rilasciato solitamente in pochi giorni.


 

IL PAYS DOGON

Nella foto la Moschea di Nando: una delle splendide architetture di cui cenniamo qui sotto.
Ringraziamo l'amico maliano Ousmane Garba Kounta del "cadeau"!

IL PAESE DOGON

Classificato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, a titolo culturale e naturale dal dicembre del 1989. il Paese Dogon è un santuario i cui valori riposano su una filosofia ed una religione complessa e ricca. 

Il Paese Dogon è stato conosciuto dopo ed a seguito della missione etnologica del Professor Marcel Griaule nel 1931. La scoperta dell’universo culturale Dogon, un mondo meraviglioso ed affascinante. Il Dogon rispetta lo straniero ed apprezza, quindi, che lo si rispetti.

L’architettura delle case, dei granai  per il miglio (rotondi o quadrati), delle Togouna, la tavola delle danze Dogons, la serie di mercati che si susseguono da un villaggio all’altro nei giorni della settimana, costituiscono delle attrattive indimenticabili che colpiscono il visitatore.

 

Bandiagara: Situata a 75 km da Mopti, sull’altopiano Dogon, permette di ammirare i siti turistici della Falesia e e delle Pianure

Sangha: a 45 Km da Bandiagara. Qui si possono visitare dei pittoreschi villaggi quali Bongo ed il suo tunnel naturale, Bogoli e le sue cascate, Banani ed i suoi quartieri celebri, Ireli, Tireli, Amani, Yendouma, Wéré  etc.......

Ai piedi della falesia possiamo ammirare: Kani, Kombélé, Teli, Endé, Yabatalou etc...

 

Il Palmeto di Doganibére: situato a circa 60 km a Nord di bandiagara rappresenta una delle più belle vegetazioni che compongono la flora dell’altopiano Dogon.

 

Il sito di Borko: incastonato nelle faglie dogon a nord di Bandiagara in un sito naturale impressionante con le sue otto sorgenti d’acqua inesauribile, i molteplici alberi di mango e soprattutto i suoi numerosi caimani che popolano i corsi d’acqua.

 

Grotte di Deguimbéré: situate a 19 km ad ovest di Bandiagara, è un sito storico e religioso dove è morto nel 1984  EL HADJI OUMAR TALL. E’ il luogo di pellegrinaggio dei fedeli della Confraternita Tidiania.

 

Songo: situato a 14 km da Bandiagara, è un villaggio famoso per le sue pitture rupestri e le circoncisioni che vengono effettuate ogni tre anni

 

Il villaggio di Niongoni: con architetture molto belle all’altezza di  una cittadella medievale. E’ situato su uno sperone roccioso.

 

Il sito di Nando: Nando è uno dei tantissimi villaggi del Pays Dogon e famoso per la sua Moschea che si trova in questo villaggio della Falesia ed ha una storia un pò particolare (V. Foto).
Dal punto di vista architettonico è quasi la rappresentazione dell’unità stilistica tra le varie culture. Evidente l’influenza dello stile locale su quello tipicamente sudanese e su un edificio di culto musulmano. Le nicchie tutte intorno alla Moschea ad es. sono tipiche della “Ginna” Dogon che è la Grande Casa, la casa della “famiglia allargata” come la definiremo noi.....
Sembra sia stata fondata nel 12° secolo e dunque prima delle grandi Moschee del Mali (Djenné o Tombouctou...) ed addirittura prima dell’arrivo o comunque dell’installazione dominante del popolo Dogon nella Falesia ovvero quando ancora la stessa era dominata dal popolo Tellem. Si può notare, all'esterno un pò distante, l’impronta del gigante che secondo una leggenda avrebbe costruito in pochi giorni la Moschea e lasciato detta impronta non lontano da essa.
I rilievi all’interno sono tipicamente islamici e c’è da segnalare la famosa bilancia che pesa le anime dei defunti simboleggiando dunque il giudizio per l’Inferno o il Paradiso mentre l’esterno che peraltro viene (come tutte le Moschee in banco del Mali) restaurato ogni anno dopo la stagione delle piogge subisce in quell’occasione anche qualche rifacimento in più su stile “locale”
La Moschea - sempre a seguito di una leggenda che le ha dato un carattere fortemente sacro - viene visitata e frequentata sopratutto dalle Donne che desiderano avere un figlio.

 

Qualche traccia sulla cultura e la cosmogonia Dogon:

 

La cerimonia di Sigui: ha luogo ogni 60 anni ed è un importantissimo rituale nella cultura Dogon. L’ultima festa ha avuto luogo nel 1967 e la prossima è prevista per il 1027

 

L’Hogon: è l’istituzione politica tradizionale più importante; è il dignitario supremo dei Dogon ed il Capo spirituale della comunità

La Togouna: è il grande santuario della Parola. E’ un hangar di roccia costruito su otto pilastri che rappresentano i primi antenati dei Dogon venuti dal Mandé. Il tetto basso è costruito con otto strati di miglio. I saggi vi si riuniscono per discutere i problemi dei villaggi.

 

Le Maschere Dogon: la società delle maschere è un’Associazione maschile nella quale entrano a farne parte tutti i ragazzi dopo la circoncisione.

 

La Tavola delle divinazioni o Tavola di "Renard Pale": è presente nei villaggi dell’altopiano Dogon. Deriva dal mito du Renard Pale ed è composta da sei rettangoli giustapposti in due file su una superfice con i semi d’arachide per attirare le volpi. Gli indovini interpretano le tracce lasciate dalle volpi, leggendo così il passato e l’avvenire degli uomini. 

 

Situazione e problematiche attuali 

Tracciamo qui a grandi linee alcune problematiche endogene che sicuramente affliggono il Paese ma rinviamo per un'analisi più esaustiva della situazione attuale e delle sue cause alle pagine dedicate alla crisi in Mali ed a quelle sull'Africa in generale.

 

Al di là del santuario naturale i Villaggi Dogon oggi vivono numerosi problemi causati in parte dalla natura.

Secondo il Censimento generale della popolazione e dell'habitat effettuato nel 2005, la quasi totalità della popolazione vive di agricoltura. 

Secondo il Rapporto Nazionale sullo Sviluppo Umano Durevole nel 2000, l'indice dello sviluppo umano durevole della Regione di Mopti è passato dallo 0,31 nel 1996 allo 0,34 nel 1999. Ma ad oggi resta ancora debole.

La principale risorsa di reddito della popolazione Dogon è l'agricoltura. Tra il 2000 ed il 2006 il Paese Dogon in generale come la gran parte dei villaggi del Mali hanno subito dei periodi di siccità ed anche le invasioni delle cavallette. A questo si aggiunge l'insufficienza delle piogge e tutto questo spiega il cattivo raccolto di questi ultimi anni. Ancor più oggi i villaggi Dogon non hanno quasi più terra coltivabile a causa dell'avanzare delle dune di sabbia. I giovani, a seguito dei cattivi raccolti se ne vanno verso le grandi città per lavorare e salvare le loro famiglie così come le giovani ragazze che vanno in città a fare i lavori domestici.

Di fronte a questi diversi problemi ed alle risorse limitate della popolazione gli indicatori di povertà sono molto alti, al di là delle risorse provenienti dal turismo solidale di cui i villaggi Dogon beneficiano.

 

E' anche per questo che l'Association Solidarité Nord-Sud ha messo tra i suoi obiettivi anche tutto quanto sopra, compreso il turismo solidale, per contribuire a risolvere il problema che vivono i villaggi Dogon attraverso, quindi, una solidarietà reale tra gli amici del Nord e del Sud. Ci piace citare qui a tal propositoi il proverbio maliano "Invece di dare del pesce tutti i giorni ad un amico insegna a lui a pescare"


Insieme per uno sviluppo integrato e durevole.
 

 

LA COSMOLOGIA DOGON

La complessità della cosmologia Dogon non si può spiegare in due parole ma è fondamentale per comprendere questo popolo che è ancora il custode - malgrado tutto... - della cultura ancestrale africana.

Mettiamo qui un documento scritto dal prof. Fakoli che è maliano e che si occupa proprio di conoscenza e rivalutazione della cultura ancestrale ed ha una scuola in Mali per questo e peraltro anche un sito che troverete citato nel documento.

Il documento scaricabile in pdf è qui: /res/site104700/res888408_LA-GENESE-DOGON-DE-LUNIVERS_.pdf

E' in francese ma potendolo scaricare e leggerlo con calma credo che sia comprensibile a tutti.....







Questo è un video che, insieme all'altro che segue, rende l'idea del Mito Dogon. Marcel Graule ha avuto sicuramente tanti meriti, in primis quello di aver fatto conoscere un Popolo dalla complessa ed interessantissima cultura anche se - sappiamo - alcune sue interpretazioni e soprattutto alcune teorie che ne sono conseguite oggi sono state messe in discussione da una parte di antropologi. Soprattutto, poi, è la mitizzazione e l'uso che, a volte, se ne è fatto che è stato criticato. Basti citare, per tutti, gli scritti di Marco Aime in proposito.
Questi due video sono comunque molto interessanti: nel primo ci sono interventi di Jean Rouch e Germaine Dieterlen, tratti da “Dogon:cronaca di una passione” e da “Sur les traces du renard pale” e, nel secondo è Marcel Griaule che, insieme a Germaine Dieterle descrive la cosmologia Dogon. Sono abbastanza rari e sicuramente da vedere. Su Youtube troverete poi anche gli altri ad essi collegati. Al di là di quanto si può pensare sul tema sono - crediamo - documenti interessantissimi..........